a spasso con Drew e Marion

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Lago del Brugneto

Avevo sentito parlare della Diga del Brugneto, ma non sospettavo che formasse un lago così bello!!! Ci sono le sponde coi praticelli per fare pic-nic ( già attrezzati addiruttura ) e prendere il sole, sentierini che girano tutto intorno al lago, con ponticelli rustici da attraversare…

Abbiamo fatto solo un assaggio del luogo, ci torneremo per fare tutto il giro del lago!

(by Marion)

Ecco, questo è uno di quei posti in cui siamo capitati per caso. Era una di quelle domeniche in cui la meta era “andiamo da quella parte e poi torniamo indietro”, la parte di quel giorno era il paese di Torriglia, dove ci sono le sorgenti del Trebbia. Partiamo abbastanza tardi e ci facciamo con comodo la strada fino a Torriglia (con pause varie per fotografare cose a caso). Una volta arrivati e stabilito che la sorgente del Trebbia era troppo difficile da trovare, siamo ripartiti prendendo una strada diversa (tanto tutte le strade portano a casa prima o poi).

Ad un certo punto ci siamo imbattuti in questo lago artificiale, il lago del Brugneto. Marion ne aveva sentito parlare, io proprio non lo conoscevo. In questi casi Wikipedia aiuta. E’ un lago artificiale situato nel Parco naturale dell’Antola, che si trova nei comuni liguri di Torriglia, Propata e Rondanina.

Ha una lunghezza massima di 3 km e una largezza di 200 m, per un perimetro totale di circa 13 km. Lungo il perimetro corre un percorso facilmente percorribile a piedi; con aree di sosta attrezzate con tavoli e barbecue in pietra.

Essendo già pomeriggio inoltrato non ci siamo fatti il giro del lago, ma solo un breve tratto di sentiero (e un riposino sulla riva 🙂 ). Ci torneremo, magari in autunno per catturare i colori dei boschi che lo circondano.

(by Drew)

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La Colonia di Rovegno

– Alzati presto!- mi ha intimato Drew la sera prima, ma io non ho nessuna intenzione di svegliarmi in modo non naturale la domenica mattina, quindi mi sono svegliata semplicemente quando non avevo più sonno…ed era comunque prima di lui !! (ah! ah!). Preso piccolo contenitore termico per le bibite e vestita con meno possibile(dato il caldo), mi sono preparata a salire sull’auto sempre pulitissima (è ironico: strano che la sua casa sia quasi sterilizzata e sull’auto rischi di prendere il tetano) di Drew e affrontare l’ora di viaggio in salita con curve che mi avrebbe portato in uno dei suoi posti assurdi a fotografare delle rovine. Stavolta toccava alla ex colonia di Rovegno. Ne so poco, mi ha solo detto che ci sono seppelliti un sacco di morti nei dintorni e che i ragazzi si vestono mimetici e giocano a fare la guerra. Bellissimo posto dev’essere!

Quando siamo arrivati, dopo numerose deviazioni per fotografare questo e quello, un grosso albero ostruiva la strada e si sentiva sparare nel bosco. Mi sono rifiutata di scendere, lasciando che Drew andasse ad affrontare da solo morti, fantasmi, tossici e finti militari, mentre controllavo se sull cell c’erano abbastanza tacche per chiamare i soccorsi.

Ho fatto in tempo a schiacciare un pisolino prima che tornasse non del tutto soddisfatto. Non c’era la luce adatta, non è salito di sopra, c’era gente che rovinava le foto… insomma… dobbiamo senz’altro tornarci per fare foto migliori… Eccerto, perchè sfidare la sorte una sola volta? Magari la prossima riusciamo a farci anche impallinare!

(by Marion)

Ma insomma, come siamo melodrammatici, va bene che le papere hanno timore di essere impallinate, ma lì al massimo puoi trovare qualche ragazzino che spara pallini di plastica, mica cacciatori grossi e cattivi 🙂

Ebbene si, sono attirato dai posti abbandonati e cadenti, e questo era da un po’ che volevo vederlo, così perchè non sfruttare una delle tante scorribande in Val Trebbia per fare una tappa e qualche foto?

La colonia, costruita nel 1934, è ormai in stato di abbandono. E’ situata nel territorio del comune di Rovegno (GE), nell’alta Val Trebbia, e ci si arriva facilmente seguendo la strada che dalla SS45 porta verso la frazione di Pietranera. Dopo essere stata una colonia in epoca fascista e dopo essere stata utilizzata come base partigiana e struttura di detenzione per prigionieri di guerra sul finire della seconda guerra mondiale, adesso è diventata luogo di ritrovo per patiti dei war game e per occasionali rave party.

L’accesso non è difficoltoso, non essendoci nessun tipo di recinzione, e tutto sommato, nonostante lo stato di abbandono, la struttura sembra reggere ancora bene il peso degli anni. Basta stare un po’ attenti e si può tranquillamente curiosare sia fuori che all’interno, come se si stesse visitando un sito archeologico dell’era moderna (altro che fare pisolini in macchina 🙂 )

(by Drew)

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