a spasso con Drew e Marion

Archivio per la categoria ‘Provenza’

Provenza – considerazioni

1- Non abbiamo visto NESSUN campo di lavanda. Forse dovremo tornare nel periodo giusto e anche nel posto giusto, che è più a ovest.

2- Le rotonde non sono rotonde normali, ma opere d’arte di qualche maestro giardiniere.

3- Torno con non so quanti kg. di BANANIA , che è il mio cacao preferito (alla farina di banane) per il latte e che trovo solo in Francia.

4- Tutte le stanze degli alberghi hanno la moquette, che sembra sempre umida e polverosa, e dei serramenti che nemmeno la casa di mia nonna ha più.

5- Ma quanti ragazzini in skateboard ci sono???

(by Marion)

1 – I viali alberati sono fantastici, non tanto quelli nelle città, ma quelli che le collegano

2 – Si possono fare chilometri senza vedere presenza umana.

3 – Tante piccole città (ma anche alcune più grandi) hanno una piazza, un viale e una fontana tenuti splendidamente, ma basta allontanarsi da quelli per vedere edifici fatiscenti e mal tenuti

3 – Pane e dolci sono fantastici 🙂

(by Drew)

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Provenza – giorno 4

E’ il quarto giorno in Provenza e ho visto innumerevoli monumenti, chiese, paesini, municipi, palazzi, castelli…tutti vecchi…pardon…antichi…comincio a sentirmi pure io una mummia… Ma prima di lasciare Nimes, Drew DEVE fotografare i monumenti della città. (Insomma, siamo stati due giorni in un posto e non vuoi fare qualche foto ?? – Drew)

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Io salgo in auto solo con l’assicurazione di non dover fare un altro passo a piedi per vedere qualsivoglia rudere! E infatti ogni volta lui ferma l’auto all’ombra e scende per farsi un giretto fotografico, mentre io osservo l’andirivieni quotidiano dei cittadini. Qui non c’erano molti turisti. (Sono un tiranno dal cuore tenero, nonostante costringa Marion a sopportare un FotoamatoreTecnicamenteScarsoMaPignolo, le concedo di stare all’ombra 🙂 – Drew)

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Peccato che Mr.Drew abbia tralasciato di andare nell’unico posto di Nimes che mi sarebbe interessanto visitare, se ne avessi saputo l’esistenza ( e non l’avessi scoperta solo al ritorno a casa, esplorando con Google Earth), ovvero gli splendidi Jardins de la fontaine. (Mi dissocio da questa affermazione, io guido e fotografo, la ricerca preventiva non è compito mio, troppa poca arte in questo tipo di attività 😀 – Drew)

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Dopo il giro e ri-giro della città, si parte e finalmente si va un un luogo normale : un centro commerciale !!! E’ un sollievo vedere qualcosa che non abbia più di 300 anni !! Incontrare persone normali che fanno la spesa, mamme con bambini che spingono carrelli, vedere degli scaffali con cibo e libri….ah! Siamo ancora negli anni 2000 allora!!! (Notare il fulgido e moderno esempio di auto francese nel parcheggio 🙂 – Drew)

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Ripartiamo diretti nuovamente ad Avignone, per andare nel nostro negozio preferito, che il giorno prima era chiuso : Couleurs d’Ailleurs. Qui ci sfoghiamo negli acquisti per i regali.

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Quindi passiamo il ponte futuristico sul Rodano e ci lasciamo alle spalle la civiltà moderna. Prima si fa una deviazione a vedere un’abbazia in rovina su di un monte… (Ci sono così tante rovine e così poco tempo… – Drew)

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Poi arriviamo ad Arles e come prima cosa mi tocca visitare un cimitero assolato, poi delle piazze assolate, un’arena assolata, altre piazze assolate… Comincio a non poterne più!

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E poi ci sono i posti di Van Gogh…vuoi non vederli???

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Verso le 17 sono agli sgoccioli di pazienza e resistenza fisica. Trovo una scalinata sul fiume dietro a non so quale monumento cadente che Drew sta fotografando e mi ci piazzo per restare lì per sempre. Mi metto pure a chiacchierare in francese con una simpatica vecchietta che mi fa pure i complimenti per la pronuncia. In realtà sono fuori allenamento, ma chiacchiererei anche con un coguaro pur di non muovermi da lì!

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Drew deve accorgersi della mia “leggera” irritazione e propone di ritornare all’auto, ma non senza aver fatto soste per foto al fiume e a qualche fontana. Vabbè… ora si parte davvero! Destinazione : CAMARGUE !

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(by Marion)

Provenza – giorno 3

Terzo giorno. Si parte per Beaucaire, sull’altra sponda del Rodano, di fronte a Tarascona. Passeggiamo nel paesino, che troviamo piuttosto trasandato, a parte le piazze e  lungo il canale. (Ecco, questa è una delle cose che mi hanno colpito di più. Quasi tutte le piccole città hanno le vie principali ben tenute, ma appena ci si infila in qualche via secondaria, tutto sembra trasandato e lasciato andare – Drew)

Ci fermiamo a pranzare in uno dei localini con tavoli esterni vista canale. (Patatine fritte, entrecote, birra… Una delle migliori viste di Beaucaire 🙂 – Drew)

Dopo pranzo Drew vuole fotografare il castello e ci spostiamo in auto parcheggiando in un ampio spazio ombreggiato lungo il Rodano.

C’è una bella scalinata con una specie di lunga terrazza con le panchine e alle spalle case che sembrano rimaste all’epoca del dopoguerra. Molto caratteristico. Mi piace.

Quindi ripartiamo. Destinazione Pont Du Garde, un antico acquedotto romano costruito appunto sul fiume Gard.

E’ la seconda volta che lo visito e il posto mi piace sempre. Saliamo sull’acquedotto, guardiamo i ragazzi che si tuffano, passeggiamo nei dintorni, sui sentieri e nelle grotte.

(Il posto è davvero bello. Tutto ben organizzato e ben tenuto, devo dire che i francesi riescono a valorizzare bene le risorse archeologiche. – Drew)

Tappa per cibo e souvenir e si riparte per Avignone. Ovviamente visita al Palazzo dei Papi.

Poi al giardino vicino, che sembra rimasto agli anni ’50, con dei carrettini per i bimbi di stampo antico (o sono antichi???).

(I giardini sono davvero belli, e poi sono in posizione elevata rispetto al resto della città, quindi si riesce ad avere una bella visuale di Avignone e dintorni. – Drew)

Quindi visita al Ponte Saint-Bénezet e una passeggiatina lungo le mura.

Infine giro nel centro della città con acquisti di ogni tipo, compresa scatola di gessetti colorati che Drew prova su di un blocco, seduto su di una panchina in un giardinetto, vicino ad una fontana. Sembra uno di quei tipici artisti che negli anni ’70 si trovavano un pò ovunque in Francia 🙂

(Non è vero, ero solo un turista che provava il suo acquisto 🙂 e comunque quel negozietto di colori era proprio forte, con dentro due vecchiette e un cane vecchissimo, e con le cose ammassate ovunque come in una specie di labirinto. – Drew)

Cena in Place de l’Orloge e passeggiatina con gelato. Ritorno a Nimes per la notte, passando vicino alla ruota panoramica tutta illuminata di Avignone.

(by Marion)

Provenza – giorno 2

Mi sveglio al mattino con solo l’eco del dolore del giorno prima. Mi sembra di rinascere. Bevo ancora tanta acqua per sicurezza e Drew nel frattempo scende a prendere le brioches che ci mangiamo sul terrazzino, seduti al tavolino, al sole. Mi sento decisamente francese 🙂

Partiamo inoltrandoci nelle campagne. Non so che percorso abbia preparato Drew, ma io comincio – Di là guarda che bello! Proviamo ad andarci… –  oppure  – Oh!! Chissà di là cosa c’è… –  Fatto sta che per accontentarmi deviamo dal percorso e ci perdiamo in mezzo alla campagna, trovando però delle bellissime località 🙂

Le deviazioni durano comunque poco perchè Drew ha fatto un programmino che prevede di fare tot cose in tot tempo e guai se ci perdiamo qualcosa!  Mi fido e lo lascio fare. (Ma noooo…. non è vero, sembra che io sia un carceriere che impone marce forzate – Drew)

(E poi anch’io di soste e deviazioni ne faccio parecchie, c’è sempre qualcosa da fotografare o al limite da assaggiare 🙂 – Drew)

Dopo la visita a paesini di cui non ricordo il nome dove ci fermiamo a vedere cose tipo : un lavatoio, un portone, la chiesetta, un gatto, il lastricato… arriviamo a Salon de Provence che a me interessa per due cose : Nostradamus e la fontaine moussue che mi nomina sempre mia zia, che la Francia la conosce a menadito.

La casa di Nostradamus non ha nulla di speciale, ma il paesino è carino: un bel castello, un bel centro, una bella torre dell’orologio e pure un posto dove fanno cose da mangiare per me commestibili. (Chissà perchè io cose commestibili ne trovo ovunque 🙂 – Drew)

E la fontana? Beh… è un grosso fungo di muschio. Da lontano sembra un vecchio albero, ma da vicino mi affascina quello che c’è sotto, sembra una creatura dei film fantasy. (Davvero strana e notevole la fontana, devo dire che è curioso pensare che quella grossa massa sia tutto calcare e muschio accumulatosi durante gli anni – Drew)

Ripartiamo per Cavaillon. Fa abbastanza caldo. Quando arriviamo il paese è deserto. Acquistiamo un pò di biscotti in un mini market gestito da ragazzotti dell’est (Birra 😛 in qualsiasi buco di negozio, anche il più pulcioso, ne hanno sempre una varietà invidiabile – Drew). Qui DOBBIAMO vedere : 2 piazze, una sinagoga ebraica, qualche chiesa e in teoria dovremmo salire su di un monte roccioso per raggiungere una chiesetta.

In pratica saliamo 300 metri e io scivolo con le infradito, muoio dal caldo e comincio a starnutire per qualche pianta a cui sono allergica. Dico la fatidica frase “Vai avanti tu…lasciami qui”. Drew va un po’ avanti ma poi forse impietosito e preoccupato che qualche serpe mi morda, ritorna e si accontenta di farsi fare qualche foto su uno sperone di monte, su cui sembra di essere in altissimo. (Non era poi così alto…. certo che LE INFRADITO per camminare su un sentiero son proprio una volpata… ahahahahah – Drew)

Sosta al barettino rosso De La Mairie e poi di nuovo campagna con le interminabili strade ombreggiate fino a Saint Rémy de Provence.

Siamo partiti dalla piazza davanti alla chiesa e abbiamo girato per tutto il centro a piedi. Piccolo e ben tenuto con un sacco di negozietti carini. La cosa che mi ha colpito di più : gli orsetti alla finestra di Le Cheval à Bascule !!! E la Minoterie St. Jean…

(Gli orsetti…. tantissimi orsetti colorati…. che ti guardano dai davanzali…. questa casa dovrebbe essere monumento nazionale – Drew)

Abbiamo tentato di trovare il sito archeologico di Glanum ma la fornaia locale non sapeva nemmeno che esistesse e abbiamo desistito, avviandoci verso Tarascona.

Visita veloce al severo e liscio castello di Tarascona che stava chiudendo (giusto un’occhiata ai cortili), foto con la Tarasque, veduta delle sponde del Rodano (le Rhone) e passeggio nelle vie del centro con i negozi che stavano chiudendo (belli i portici).

Siete sfiniti? Pure io, ma dovevamo ancora andare a Nimes per cenare e cercare un Hotel. Penso di aver fatto tutto ciò in stato di semincoscienza e dato che non vedo nesssuna foto scattata di quella sera, significa che pure l’inarrestabile Drew doveva averne avuto abbastanza!

(by Marion)

In effetti la giornata è stata impegnativa, tra chilometri alla guida e camminate varie, ma di cose ne abbiamo viste parecchie. A proposito, i due paesini sconosciuti sono Rognes (quello della chiesetta) e Lambesc (lavatoio, gatto e casa sgargiante)

(by Drew)

Provenza – giorno 1

– Ti andrebbe una gita in Provenza? – mi propone Drew con nonchalance. Sono già stata diverse volte in Francia e anche un po’ di Provenza l’ho vista, ma dato che a lui piace molto, rispondo di sì, ignorando il guaio in cui mi vado a cacciare. – Organizzo tutto io, so io dove andare – mi rassicura. Vabbè, lasciamo tutto in mano sua, sarà più RIPOSANTE.

Partiamo la mattina presto (e stavolta mi sono dovuta alzare prima del sole…) e ci facciamo una tirata fino al primo autogrill dopo il confine con la Francia, che già conosco perchè anni prima mi ero fermata proprio lì a comprare il Michelin delle strade francesi. Si sente già profumo di Francia : cambiamo il canale radio mettendolo su uno francese per essere più in “clima”.

Prima tappa Aix en Provence. Troviamo subito libero uno degli Hotel che avevamo individuato e ci piazziamo. Camera con balconcino caratteristico su viale alberato, tutto molto “francese”.

Giro per la città. Bella. Soleggiata, tinte chiare, bei negozietti, tanti locali con tavolini all’esterno, piazze e piazzette, fontane e viali.

E’ il 21 giugno, ci dicono che siamo stati fortunati, è il giorno conclusivo della “Festa della Musica”. Tutti contenti, non sappiamo ancora a quale caos andiamo incontro.

Cena al ristorante libanese (quando siamo in giro Drew mangia a quattro palmenti qualsasi cosa nuova trovi, io digiuno).

La città si stava riempiendo nel pomeriggio ed ora che è sera, ogni locale ha tutti i tavolini occupati, le strade sono invase di gente e in ogni piazza c’è un raduno di persone con gusti musicali differenti (ogni piazza è dedicata ad un genere diverso), lungo ogni via gruppi che suonano bloccando il passaggio. In più gira una strana e numerosa banda di percussionisti che passa di strada in strada.

Passeggiamo tra la folla vivace e accaldata, ma dopo un pò comincio a sentire degli strani dolori di pancia. Forse ho bevuto qualcosa di strano, non sono dolori comuni. Man mano che procediamo nelle vie affollate, i dolori aumentano, diventano lancinanti, il tutto comincia a sembrarmi un incubo. Siamo chissà dove lontano dall’Hotel e io comincio ad aver voglia di morsicare qualcuno dal dolore che provo. Cerchiamo un posto che venda acqua, sembra che tutti vendano SOLO BIRRA ! Ci troviamo nei pressi di un piccolo market ma dobbiamo aspettare che passi la numerosa banda dei percussionisti. In quel momento odio tutti e vorrei solo essere a casa mia con dell’acqua tiepida da bere. Finalmente passa la banda e riusciamo a comprare una bottiglia d’acqua. Comincio a bere e vorrei poter rimanere ancora a quella bellissima festa, ma sto cominciando a boccheggiare e digrignare i denti per il dolore fortissimo che non passa. Decidiamo di tornare all’Hotel. Dobbiamo solo superare una ventina di vie gremite di gente in cui si va a passo di chiocciola. E quando siamo a metà strada, NO!, la banda di percussionisti avanza davanti a noi rendendo impossibile superarli…. Credo che morirò lì, in mezzo alla “Festa della Musica”. Seguire il frastuono della banda mentre stai morendo di dolore è un’esperienza che vi consiglio assolutamente. Caldo, frastuono, dolore.  Ma non sono impazzita e infine siamo riusciti a raggiungere l’Hotel dove ho bevuto circa due litri di acqua naturale e poi mi sono fiondata a letto sfinita!

Fine primo giorno. A domani (speriamo…)

(by Marion)

Come sempre, anche questo giro della Provenza e della Camargue è stato organizzato senza organizzare nulla. L’unica cosa scelta in anticipo era un elenco di città da vedere. Aix è la prima che abbiamo incontrato sul percorso e quella dove fare la prima tappa notturna, vista la tirata in auto per arrivare. La città è carina, ed in effetti è molto francese. Colori, profumi, cibo, stoffe, tutto lascia pensare alla Francia e alla Provenza. Soprattutto le fontane. Sembra che da queste parti abbiano una passione sfrenata per le fontane, soprattutto per quelle coperte di muschio 🙂

Comunque la gente in giro era davvero tanta, certo che ci vuol tutta per beccare il giorno più affollato dell’anno senza nemmeno sapere che esistesse una festa della musica. In ogni caso è stato bello vedere tutto quel via vai, sentire musiche diverse ad ogni angolo e in ogni piazza. Certo, è stato anche stancante, dopo alcune ore di viaggio e un pomeriggio passato a camminare per i vicoli, ma tutto sommato è stata una bella esperienza.

(by Drew)

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